2.3. una neoavanguardia senza opere

i situazionisti rifiutano qualsiasi sottolineatura del fatto estetico. rifiutata l’opera, ne resta l’esecuzione, il gesto, che è il “rovescio della merce”. 
l’esperienza situazionista segna il passaggio dalle avanguardie alle neoavanguardie, nella coesistenza tra un indirizzo rivoluzionario e una critica ai linguaggi operata dal loro stesso interno, il rifiuto della produzione artistica è programmatico ed esercitato a partire dalla rilettura del destino delle avanguardie. 
DEBORD passa in rassegna futurismo, dadaismo e surrealismo proponendo la via di un “dadaismo in positivo”. un ossimoro speculare a quello che vincola il carattere insieme circoscritto e momentaneo della parola “situazione” alla solidità della costruzione. 
il termine situazione evoca contemporaneamente il tempo e lo spazio, il luogo e l’azione, ed i situazionisti si sono dati strumenti che insistono incessantemente su questa compresenza. 
tornano alle loro esplorazioni con le uniche forme fisse del verbale della deriva, del resoconto di un ambiente, del piano della situazione. disegnano i portolani di una nuova percezione, le mappe di una cartografia influenzale che registra i flussi dei passaggi, degli incontri, dei percorsi individuali, come sarà poi in molte operazioni artistiche di poco successive. i prodotti delle derive, non sono destinati all’esposizione. 
"l’arte è un invito a un dispendio di energia, è la prodigalità", scrive JORN, ribadendo così lo slancio del Potlatch. 

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2.2. un passo indietro. i contributi dell’arte nella prima fase dell’IS

è nella critica al concetto di architettura che si salda l’incontro tra l’IL e il MIBI (mouvement international pour un bauhaus imaginiste) fondato da ASGER JORN nel 1953; la messa in comune dei programmi a seguito della mediazione tra prospettive non certo omogenee avrà come esito la nascita dell’IS. 
se per l’IL è la città a costruire il laboratorio privilegiato del progetto radicale, per il MIBI sono l’arte e un laboratorio sperimentale, i territori di elaborazione di una critica specificatamente diretta contro l’industrial design. la critica comune al funzionalismoe al razionalismo porterà a concretare un’azione da condurre attualmente in architettura. 
il ruolo dell’arte resta un punto in sospeso. 

l’inclusione dell’arte tra i mezzi situazionisti determinerà tutto il primo corso dell’IS, costituita nominalmente il 28 luglio 1957 a Cosio d’Arroscia (Imperia) dalla fusione tra IL, MIBI e Comitato psicogeografico di Londra; la pittura è ammessa solo in qualità di détournement, 

sta a PINOT GALLIZIO il merito dell’invenzione della “pittura industriale”, vero e proprio détournement, oggetto concreto e insieme teorico che inflaziona il concetto stesso di valore artistico. artista scienziato, GALLIZIO fa coesistere creatività e serialità, una critica all’autorialità e alla standardizzazione, attraverso la conversione della macchina al gesto unico, inutile, anti economico. la galleria Drouin (quella che poi sarà la caverna dell’anti materi) di Parigi ospiterà la prima mostra di pittura industriale, trasformando l’artista in venditore di stoffe (rendendolo allo stesso tempo il regista) e coinvolgendo lo spazio e l’atto di vendita dell’opera d’arte (situazione costruita).
la caverna è il motivo della rottura di Gallizio con il movimento, ratificata da DEBORD e CONSTANT nel ‘60, in seguito a un riposizionamento al centro degli interessi del gruppo dell’urbanismo unitario nella sua qualità di critica dell’urbanistica. 
ma anche l’interpretazione di CONSTANT, con la costruzione della “città riservata” si rivelerà fallimentare, trattandosi di una maquette utopistica e l’utopia è una trappola per una teoria rivoluzionaria che, pur rivolta alla prefigurazione di una società futura sempre più rivendica una prassi storicamente determinata. 

In olanda intanto (1960), allo Stedelijk museum è in progetto la costruzione di un labirinto “favorevole a una microderiva, costruito come un ambiente misto mai visto con la commistione di caratteri interni ed esterni urbani, pioggia, vento,zone termiche luminose interventi sonori. Lo spaesamento interno corrisponde all’esterno a una deriva estesa alla città compiuta da due gruppi di situazionisti in contatto per mezzo di walkie-talkie. il progetto è assimilabile alle contemporanee esperienze di happening ed environment, alla fulmineità costruttiva, fatta per prelievo dal reale di ALLAN KAPROW. 
rimasto irrealizzato, il labirinto può essere letto come oggettivazione compiuto da una teoria collettiva che, d’ora in poi, resterà ostinatamente senza opere. 

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2.1. I SITUAZIONISTI - prefazione per un dizionario situazionista: una cronologia attraverso le parole.

quando nel 1958, sul primo “bollettino” dell’Internazionale Situazionista” compare un elenco di definizioni, le parole chiave lì contenute sono già in circolazione da qualche anno.
situazione costruita, psicogeografia, deriva, urbanismo unitario, déturnement. La nascita dell’internazionale situazionista risale infatti al luglio 1957, basandosi sull’impegno alla nominazione; “ogni teoria rivoluzionaria ha dovuto inventare le proprie parole, distruggere il senso dominante delle altre parole e apportare delle nuove posizioni nel mondo dei significati. 
"situazione" appare nel ‘52 in un testo di DEBORD (uno degli esponenti del lettrismo nonché fondatore dell’Internazionale lettrista) sul cinema, e parole come urbanismo, psicogeografia, deriva e détournement nascono allora. 
Il campo d’analisi e d’azione è identificato nella città e nelle sue forme concrete e simboliche: architettura e urbanistica.
l’urbanismo è il tentativo della loro modificazione del presente, un tipo di osservazione resa poi sistematica nella psicogeografia; i lettristi prima e i situazionisti poi, scendono in strada in piccole formaioni in squadre di psicogeografi dotati di una tecnica - la deriva - destinata a una raccolta di risultati, differenziandosi per rigore dalle deambulazioni surrealiste: la prima istruzione è “tutto può servire”, che legittima l’abusivo e libero utilizzo del corpus letterario e artistico dell’umanità, dirottato ai dini di propaganda di parte, nel superamento della nozione di proprietà personale. allo stesso modo anche il valore di opera “originale” è perso, a favore del détournement, che resterà nella storia dellIS un’arma con la quale si potranno decriptare le informazioni e lacerare il velo ideologico che ricope la realtà, utilizzando la tecnica del fumetto, del collage e delle pubblicità deturnate. Vige il no-copyright: per tutti i materiali prodotti è consentita la libera riproduzione. 
le affinità col collage sono molte, anche per quanto riguarda la tecnica della deriva: la città, ne fornisce i materiali: atmosfere, microclimi, rotonde  e scorci…
anche il décollage viene praticato, con un riferimento quasi letterale al surrealismo, ma va nella direzione dell’happening e del coinvolgimento come sarà per Cityrama, a Colonia, nel 1961 o per Ligne PC petite Ceiuture, dal nome della linea dell’autobus cittadino sul quale l’artista invita il pubblico a prendere posto e ad annotare le proprie impressioni acustiche e visive. 
Votate coscientemente allo statuto clandestino dell’invisibilità, le pratiche situazioniste mostrano affinità formali rispetto al clima comune coevo. Avranno una continuità soprattutto dopo il ‘68, per giungere sino alle più recenti operazioni di decostruzioneswl linguaggio massmediatico e agli odierni “attraversamenti” nel territorio urbano. 


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